#Estate – Il campo estivo degli Esploratori (3)

CAMPO ESTIVO 2014

Quest’ anno siamo partiti il 9 luglio per andare a Valli del Pasubio, per fare l’annuale campo estivo. Il maltempo ci ha subito travolto: appena arrivati ha iniziato a piovere e poi a grandinare. Ma nonostante questo brutto tempo non ci siamo lasciati abbattere; infatti non appena lo scroscio più forte è cessato ci siamo spartiti i lavori: alcuni dovevano montare la tenda e altri la copertura.

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Finiti questi lavori noi della squadriglia Orso ci siamo concertati su ciò che, oltre ad essere riuscito bene, è ciò che ci ha dato più soddisfazione: il tavolo. Infatti per quest’anno abbiamo deciso di preparare un tavolo esagonale con i pali piantati nel terreno e un piano cucina che partiva da un lato; al posto del classico quadripiede con i due tripiedi. Una particolarità di questo campo era che ogni giorno ci si ritrovava in un luogo e in un’epoca diversi.

IMGP2750 (FM) Circa a metà del campo siamo partiti per l’hike di riparto: siamo andati a malga Baffelan e abbiamo dormito in una keba; la mattina dopo l’alta squadriglia è andata sulla cima del Cornetto e il resto del riparto è sceso a valle per un’altra strada e, dopo esserci ricongiunti, siamo tornati al campo.

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Tra gare cucina, grandi giochi diurni e notturni, hike individuali, il percorso di guerra e tante altre attività, siamo arrivati all’ultimo giorno di campo dove con nostra grande sorpresa abbiamo scoperto di aver vinto il campo; è stata una bella avventura e spero che lo sia anche il prossimo campo.

Lupo ambizioso

#Estate – Il Campo estivo degli Esploratori (2)

RICORDI DEL CAMPO ESTIVO 2014

Quest’anno la location del campo è stata Valli del Pasubio, un posto stupendo tra le montagne, ma con una sua caratteristica: piove quasi sempre.

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Tra le cose che ricordo in maniera speciale c’è stata un’attività molto particolare: il percorso di guerra, che è consistito in un percorso a tappe, il cui scopo è farci misurare con gli altri membri del riparto.

Quest’anno il percorso è stato molto divertente: si iniziava passando sotto a una sbarra, poi si attraversava la strada, si faceva lo slalom tra dei rami legati, si faceva il passaggio alla marinara, un’arrampicata su una roccia, dei salti da una roccia all’altra e in fine uno scatto fino al traguardo. Un fatto molto particolare di questo campo è ciò che è accaduto il giorno di partenza dell’ hike di riparto che riguarda me e un capo: ora vi racconto.IMGP3153 (FM)

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Il quarto giorno di campo le squadriglie sono partite per l’ hike, ma purtroppo io quella mattina non stavo bene e neppure Pietro, uno dei capi; di conseguenza siamo stati fermi al campo. Questa situazione ci ha dato l’occasione di essere ospiti dalle guide che, per casualità, quel giorno avevano gara cucina e quindi io e Pietro abbiamo fatto da giudici alla loro gara insieme alle loro capo.

Leopardi (FM)Le prime ad arrivare sono state le Linci che hanno presentato i loro piatti in maniera unica (sicuramente diversa da quella di noi esploratori!), facendo persino un impiattamento; il loro menu consisteva in: crostini con filadelfia e erbette aromatiche di antipasto, risotto con i funghi di primo, un carpaccio di secondo e infine un dessert delizioso: le delizie della notte.

linci (FM)Le seconde ad arrivare sono stati i Leoni con un buon menù, composto sempre da antipasto, primo, secondo e il dessert (in questo caso una pesca sciroppata.)

Per ultime sono state i Leopardi : il loro menù consisteva in insalata di farro, cotoletta con le patate fritte e coppa yogurt. Io e Pietro ci siamo proprio divertiti a fare i giudici!

P.S. Per me il campo è una cosa fenomenale, peccato che mentre lo svolgi passa in un attimo. Ci sono molte attività stupende ad esempio la veglia alle stelle e molte altre che non vi svelo perché è meglio scoprirle da voi.

Gufo Curioso

#Estate – Il Campo estivo degli Esploratori (1).

IMGP2945 (FM)Vi raccontiamo, con le parole di Matteo e di altri esploratori, l’esperienza del nostro ultimo campo estivo.      Buona lettura!

Campo Estivo 2014, località: Valli del Pasubio

RIPARTO ESPLORATORI DUCA DEGLI ABRUZZI VICENZA 3

Tema Campo: Tempus fugit

Valli del Pasubio è un comune in provincia di Vicenza. Il comune è situato sulla Strada provinciale 46 del Pasubio, che mettein comunicazione Vicenza con Rovereto. Noi eravamo in Contra’ Malunga che si trova sotto l’ossario del Pasubio.

Il Tema, “Tempus fugit” deriva da un’ espressione latina che nasce da un verso di un poema di Virgilio. La parola “tempo” rappresenta bene la nostra condizione.

E’ la scatola stretta dove tentiamo di stipare un’ infinita lista delle nostre attività. Tanto che, prima o poi qualcuno comincerà a domandarsi a che cosa serve scaricare duecento ore di musica, o trecento ore di film, quando abbiamo il tempo di ascoltarne e vederne appena la decima parte .

Il tempo ci è dunque stretto. Bisogna impiegarlo al meglio… Ma soprattutto bisogna usarlo per scoprire ciò che veramente conta nella vita… Ora e non domani!

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Durante il campo estivo abbiamo esplorato come i conquistatori spagnoli, combattuto contro eserciti di tutti i tempi e cucinato qualsiasi cibo.

IMGP3126 (FM)Ora vi racconto l’ uscita di Alta Sq. durante l’ HIKE di Riparto:

IMGP2938 (FM)Ci siamo divisi dal resto del Riparto, ai piedi del monte Cornetto, con l’ obiettivo di seguire il sentiero fino in cima e ritornare per pranzare con il resto del riparto. Arrivati in cima abbiamo scattato delle foto e ci siamo seduti ad ammirare il panorama: in un momento tutte le fatiche e gli sforzi sono stati ripagati da un’ immensa dose di felicità per aver portato a termine la nostra missione di Alta Sq. Scendendo abbiamo osservato una coppia di camosci che si arrampicava sulle rocce a strapiombo con immensa facilità. Raggiunto il resto del Riparto, abbiamo pranzato e raccontato la nostra uscita a tutti. Poi siamo ritornati al campo stanchi ma contenti.

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Buona Caccia,

Alta Sq. Riparto Duca degli Abruzzi, Gruppo VI3 Maddalene

#estate – I Rover alle Tre Cime di Lavaredo

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Il nostro campo mobile quest’anno è cominciato lunedì 8 settembre, con ritorno il venerdì successivo, 12 settembre 2014. E’ stato un momento in cui il clan si è potuto cimentare con qualcosa di impegnativo, sfidante, unico.

L’idea di raggiungere le Tre Cime di Lavaredo, tra Veneto e Provincia di Bolzano, è venuta ad un nostro rover partente, Lorenzo, che desiderava giustamente che la sua partenza avvenisse in un luogo appropriato e sicuramente suggestivo.

Il percorso, invece, ci è stato proposto dal nostro capo clan, Matteo, e consisteva nel raggiungere la località di Misurina con i mezzi pubblici, per poi cominciare la camminata vera e propria il pomeriggio di Lunedì.

Lunedì 8 settembre

La partenza di lunedì è stata sicuramente… col fresco del mattino! Appuntamento per le 6.30 in sede e treno alle 7.15 dalla stazione di Vicenza. Roberto, capo riparto maschile, ci ha dato un passaggio in stazione col suo “magic van”. Fatti i biglietti, saliamo sul treno che ci ha portati fino a Castelfranco. Dopodiché cambio per Belluno e infine per Calalzo, meta del nostro viaggio in treno.

Presa la corriera poco dopo l’una del pomeriggio, siamo arrivati a Misurina, da cui siamo partiti per la prima tappa del nostro campo: Rifugio Città di Carpi.

La salita è stata moderata, quindi siamo giunti senza tanti problemi (grazie a Dio neanche di meteo) nei pressi del Rifugio. La sera ci ha regalato una bellissima luna piena che si stagliava su un mare di nuvole basse e vaporose, mentre in cielo le stelle si vedevano appena a causa della luce lunare: un paesaggio quasi surreale.

Martedì 9 settembre

Il giorno dopo siamo partiti scendendo dal rifugio fino a fondo valle, in direzione di “Cason della Crosera”: partenza 1700 metri circa, arrivo 1100, un discreto dislivello.

Il tempo magnifico ci ha accompagnati mentre scendevamo la strada; fermatici per fare una piccola attività di topografia, abbiamo ripreso il percorso fino ad arrivare, tutto d’un fiato, al punto di arrivo, dove avremmo aspettato un nostro compagno, Emanuele, che doveva raggiungerci nel pomeriggio (subito dopo aver fatto un esame all’università!).

Qui abbiamo goduto di un pranzo pantagruelico (scoutisticamente parlando! Immaginatevi dopo una camminata: tutti i pranzi sono pantagruelici!) con risotti pronti, pane, salame, cioccolato ed altre prelibatezze che “affollavano” il nostro zaino.

Abbiamo aspettato tutto il pomeriggio, approfittando per recuperare un po’ di sonno dalla levataccia del mattino e per fare un ripasso di canti, bans, giochi e danze (la danza della tregua dell’acqua, tanto per fare un esempio). Non appena è arrivato Emanuele, siam partiti per una salita che prevedevamo fosse piuttosto defatigante (per dirla con termini aulici), con un dislivello piuttosto alto.

La valle che cominciavamo a percorrere sotto delle nuvole che diventavano sempre più nere, sembrava un cimitero di ghiaioni ed era piuttosto umida. Tuttavia il nostro obbiettivo era raggiungere “casera Cengia Bassa”, ai piedi del sentiero che ci avrebbe portato alle Tre Cime; perciò eravamo speranzosi.

Così, verso le 6:30- 7:00, quando cominciava ad esserci meno luce, abbiamo avvistato quello che sembrava una miraggio: un bivacco! E che bivacco! Stufa a legna, un tavolo massiccio, spazio in cui dormire, un tetto: insomma, Qualcuno deve aver guardato giù quella sera…

Il tempo di portar dentro gli zaini e ha cominciato a piovere. Subito poco, poi a dirotto.

Dopo aver mangiato, fuoco di bivacco con un bans proposto da ognuno, canti e allegria:

una serata unica nella sua magnifica semplicità.

Mercoledì 10 settembre

Il giorno seguente stentavamo a crederci: sole! Col cielo sereno e caricati d’acqua, abbiamo cominciato a salire il sentiero che, in realtà, si è rivelato abbastanza fattibile (al contrario di quanto prevedevamo). Salendo per centinaia di metri di dislivello, (grazie al sentiero pieno di tornanti) siamo arrivati nel primo pomeriggio al Rifugio Pian della Cengia.

Da qui abbiamo camminato fino al vicino rifugio Locatelli, meta della giornata.

Giovedì 11 settembre

La mattina seguente, sveglia ufficiale alle 5.30, anche se alle 4.45 eravamo già svegli e in piedi.

Mentre il sole cominciava a sorgere dietro le nuvole e le montagne, Lorenzo ha preso la sua partenza, davanti alle Tre Cime di Lavaredo.  Salutato il clan e preso lo zaino in spalla, ha preso un sentiero parallelo a quello che avremmo fatto noi, fino al rifugio Auronzo.

Il clan, intanto, prendeva un’altra strada, che lo portava nei pressi del rifugio Lavaredo. Dopo aver fatto colazione poco più in là del rifugio, abbiamo raggiunto il rifugio Auronzo e abbiamo deciso di proseguire la giornata scendendo in una valle attigua.

Il percorso era un’alternativa a scendere direttamente verso Malga Rimbianco e sembrava abbastanza semplice: una discesa a fondo valle e poi risalita per un’altra valle ancora fino a svalicare e scendere verso Malga Rimbianco.

In realtà, si è trattato del tratto più faticoso di tutto il Campo: un sentiero in discesa veloce e poi un altro che andava dritto dritto su per la valle, senza neanche un tornante se non nei tratti più impervi, a ridosso del monte. Ad un certo punto, a parte il paesaggio che comunque era affascinante, sembrava quasi di essersi persi, su un sentiero stretto che si inerpicava su un pendio ripido, mentre la fatica del cammino e lo zaino sulle spalle si sentivano tutti.

Anche qui, mi è sembrato quasi che qualcuno fosse lì a vegliare proprio per noi, soprattutto quando abbiamo raggiunto il passo e abbiamo intravisto la discesa ed il sole (!!!) che nel pomeriggio ci era mancato perché dietro le montagne.

La discesa è stata come una corsa all’oro.

Arrivati nei pressi di Malga Rimbianco, tra canti e gambe distrutte, abbiamo ritrovato Lorenzo e abbiam mangiato.

La sera, sotto un velo di stelle che illuminavano il cielo terso, abbiam giocato: ebbene sì! Emanuele, che è entrato in clan quest’anno pronunciando la sua promessa per la prima volta, doveva conquistare il proprio nome totemico affrontando una prova specifica che ha costituito l’inizio di una tradizione che varrà anche per il futuro, per coloro che conquisteranno il proprio totem in clan.

Munito di una torcia a vento e di un accendino, Emanuele è partito con 5 minuti di vantaggio sugli altri componenti del clan che avrebbero dovuto prenderlo. Lui, invece, avrebbe segnalato la propria posizione ogni 5  minuti nell’arco di mezz’ora, formando un “otto” con la torcia accesa.

Avendo resistito per mezz’ora alla cattura degli altri, Emanuele ha conquistato il suo nome totemico; l’animale è stato scelto da lui stesso (Falco), l’aggettivo dal clan: Falco attento!

Venerdì 12 settembre

La mattina di venerdì abbiamo trovato la brina sull’erba del prato di Malga Rimbianco: l’autunno sta arrivando! Infreddoliti ma riposati, abbiam preso la strada per Misurina (che ormai era vicinissima).

Arrivati nei pressi del lago, ci siamo fermati e abbiamo fatto il punto sul campo, aspettando la corriera.

Di seguito, il viaggio è stato abbastanza lungo e siamo arrivati a Vicenza intorno alle 5.


Ricordando quello che abbiamo vissuto a circa un mese di distanza dalla data del campo, ho provato un sentimento di serenità e di contentezza, soprattutto ripensando alle serate passate insieme a cantare e ridere, o a guardare la luna nel cielo contornata dai monti e dalle stelle. Il campo è stato tosto o meglio “mais”  (dal mais tost-ato che avevamo con noi in quei giorni), sia dal punto di vista fisico, sia nel mettere alla prova i legami di amicizia e il nostro stare insieme. Ad ogni modo, come tutte le esperienze forti rimarrà sempre un ricordo condiviso positivo, un legame in più.

Ringrazio il Signore per aver vegliato e, perché no, forse anche un po’ vissuto in mezzo a noi in questi giorni, tra i monti, il vento, il calore del sole; ringrazio anche Maria che ha sicuramente pregato anche per noi.

Sperando che almeno un segno sia rimasto in noi dopo questa avventura, è già ora di pensare al nuovo anno, a nuovi orizzonti, a nuovi obbiettivi… Sempre più lontani.

Pietro

#estate – La Route delle Scolte: 120 km e non sentirli!

ROUTE 2014 Vicenza-Pergine 6-10 agosto

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Per tutte noi è stata una gioia quando abbiamo deciso di fare la Route in bicicletta: qualcosa di diverso rispetto alla solita camminata.

Siamo partite alla mattina del 6 agosto cariche di borse sulla bici e cariche, noi, per questa esperienza.

La prima tappa è stata Bassano del Grappa: bellissimo il centro e noi fin da subito ci siamo trovate bene insieme.

Bassano del Grappa; Sera

Secondo giorno Bassano-Tezze (inizialmente doveva essere Bassano-Cismon del Grappa). Arriviamo; prendiamo il telone, lo distendiamo a terra, ci buttiamo; passano due minuti, INIZIA A PIOVERE!

Allora tutte con ponchi a preparare una copertura funzionale a quello scroscio improvviso: ovviamente noi scolte non abbiamo avuto nessun problema!

Abbiamo deciso, però, di comune accordo, di passare la notte sotto il tendone della pro loco.

L’8 agosto per noi scolte semplici ( Lisa, Nicole, Marta, Teresa) è stato molto importante ed emozionante perché abbiamo preso il Viandaggio, firmando la carta di fuoco e scrivendo un impegno da mantenere e bruciandolo successivamente; il panorama di Borgo Valsugana ha contribuito a rendere l’atmosfera ancora più suggestiva.

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Il giorno dopo, nondimeno, è stato un giorno molto importante per Elena, ché ha preso la Partenza, diventando ufficialmente aiuto capo Fuoco: così la Camilla non si sentirà più sola!

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La cerimonia è stata molto bella soprattutto per noi neo viandanti che non ne avevamo vista nemmeno una. Questo è avvenuto a Pergine, l’ultima nostra tappa prima del ritorno a Vicenza.

Riassumo questa Route con un acronimo:

Ricordo di un’

Opportunità

Unita a

Tanta

Emozione!

Scolte Viandanti: Chiara, Lisa, Nicole, Marta, Teresa

Aiuto capo fuoco: Elena

Capo fuoco: Camilla

by NICOLE

Guide e Scouts d'Europa – Maddalene

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