Il Riparto “Duca degli Abruzzi” al San Giorgio 2007

Il gruppo Vicenza 3° venne autorizzato a funzionare il 14 febbraio del 2004, a pochi mesi dall’apertura del Riparto Esploratori (avvenuta nel settembre 2003), intitolato a Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, Duca degli Abruzzi; quest’ultimo  fu uno  dei più importanti esploratori italiani del Novecento.
Già da alcuni anni, a Maddalene, erano presenti i lupetti del Branco “Fiore Rosso”, censito nell’ambito del Gruppo Vicenza 2° di S.Agostino: in questo modo si dava nuova linfa allo sviluppo dello Scoutismo d’Europa a Vicenza.

L’origine spiega il perché del fazzolettone di gruppo, azzurro incrociato di giallo: se l’azzurro fu scelto come colore base, il giallo ricorda la base del fazzolettone del VI 2° (appunto gialla).

Il sostegno reciproco dei gruppi vicentini era operante e fruttuoso: il Capo Riparto del VI 3° era nello stesso tempo anche Capo Riparto nel VI 1° “San Giorgio”. Nel Riparto di quel Gruppo si formarono i primi 4 esploratori (tutti ex lupetti del Branco “Fiore Rosso”), prima di formare, con altri 4 ex lupetti e 2 nuove acquisizioni, il Riparto “Duca degli Abruzzi”.

L’antefatto: CNGEI, ASCI e AGESCI nel Vicentino

Brevemente accennerò alla storia dello Scoutismo vicentino di cui il gruppo VI 1° fu fattore trainante.
Se il CNGEI operava a Vicenza già nell’agosto 1915, per il VI 1° ASCI occorre attendere il primo dopoguerra: la data del 23/03/1923 segnò la nascita, nella parrocchia di San Felice, del Riparto “San Floriano”, promosso dal cappellano Don Ferruccio Dal Cortivo.
Pochi mesi prima a Breganze ed a Marostica erano sorte le prime realtà ASCI, mentre a Vicenza nasceva un nuovo Riparto dedicato a San Giorgio. Caratteristica dei Riparti ASCI era l’essere intitolati ad un Santo ed avere il verde come colore base; pertanto il VI 1° aveva il fazzolettone verde bordato di bianco, mentre altri Riparti avevano il bordo di diverso colore (rosso, marrone, …).

Il Commissario di Vicenza in quegli anni, fino alla legge Balilla del ’27 (la norma che soppresse le associazioni scout), fu il giornalista dottor Vincenzo Porta. Poi, con la circolare ASCI nazionale del 22/04/1928, in obbedienza alla legge succitata, l’ASCI si sciolse anche a Vicenza.

Nonostante i pochi anni di vita, la rinascita nel secondo dopoguerra fu travolgente per l’ASCI ed in particolare per il VI 1°: in pochissimi mesi, dalla Liberazione fino al dicembre del 1945, si contavano ben 51 Riparti Esploratori in tutta la provincia. Nella sola Vicenza operavano ben dieci Riparti nell’ambito del 1° Gruppo: ma bisogna prestare attenzione alla terminologia. Il Gruppo di allora, infatti, corrispondeva ad un odierno commissariato, mentre nel Riparto era presente una pattuglia di Pioneri ( il Roverismo allora era ancora solo abbozzato). Sfogliando i verbali di quegli anni, lupi e lupetti sono menzionati nell’ambito del Riparto, come del resto, invece di veder citate figure come il Capo Riparto ed i suoi aiuti, compaiono solo l’Assistente e “Direttore”, “Istruttore” e “Aiuto Istruttore”. Un altro fatto curioso era che la pattuglia dei Pionieri aveva un gatto come totem.

La crisi dello Scoutismo ASCI si rivelò agli inizi degli anni ’50 e colpì anche il VI 1° decimandolo. La ripresa ci fu grazie al “gruppo forte”, ovvero un gruppo decentrato in tutte le parrocchie di un settore della città e del circondario, con realtà diverse per consistenza ed un’unica direzione.
Così in quegli anni il VI 1° ebbe modo di svilupparsi in nove parrocchie, coprendo tutta la zona sud da est ad ovest anche fuori città (da Olmo di Creazzo sino alla Riviera Berica).
Cambiò nel frattempo il fazzolettone del gruppo, rimanendo verde ma incrociato di bianco e non più bordato. Nel 1956, nella zona di Gogna (non ancora parrocchia, ma lo sarebbe diventata nel 1963) si formò, accanto alla chiesa altomedievale di S.Giorgio, la libera squadriglia Linci (per iniziativa dell’allora cappellano Don Soardi), da cui scaturì un altro Riparto del gruppo VI 1°.

Nel 1963 la realtà di S.Giorgio in Gogna era tale che, assieme ad un altro Riparto ed al Riparto Nautico (entrambi siti nel vicino quartiere “Ferrovieri”), diedero vita al Gruppo Vicenza 2° che si distinse per aver tolto la fettuccia bianca dal fazzolettone, risultando, quindi, rimanere interamente verde.

L’ASCI entrò in crisi con la fine degli anni Sessanta e questa situazione si protrasse fino al suo scioglimento e alla conseguente nascita (per fusione con l’AGI, l’associazione femminile) dell’AGESCI. Il vecchio VI 1° si stabilì nella sola parrocchia del “Mercato nuovo”; il VI 2° (divenuto AGESCI) non riuscì a venire a capo della sua crisi e sciolse il riparto di S.Giorgio nel 1978, continuando  nella parrocchia di S.Antonio “ai Ferrovieri” (prima di divenire VI 26 associandosi all’ex-VI 6° di “S.Lazzaro”).

Arriva l’FSE

Nell’ottobre 1982 ci fu un risveglio e nacque un Riparto Esploratori su due squadriglie, Falchi ed Aquile (SSqq. già presenti a S.Giorgio): è l’inizio degli Scout d’Europa nel vicentino. Si scelse di indossare il fazzolettone delle origini (quello verde bordato di bianco), con un richiamo alla propria storia e ad un vissuto in cui ci si voleva riconoscere. Le reazioni furono sproporzionate.

Il Vescovo di allora intervenne per chiudere subito tutto, spinto anche dalla sollecitazione di un importante cardinale; alcuni assistenti AGESCI non esitarono ad andare per le famiglie per dire che ritirassero i propri figli. Il gruppo VI 1° nato per iniziativa individuale riuscì tuttavia a progredire e, ad un anno dall’apertura, nacque una terza Sq. Esploratori (i Lupi). Nel 1985 risorse il mitico Clan del VI 1° ASCI “Gati neri” con il suo caratteristico foulard interamente giallo con un gatto nero che soffia a bocca aperta. Il gatto non era più di stoffa cucita sul fazzolettone, ma era disegnato con colori indelebili. Nello stesso anno nacque il Fuoco “Edelweiss”.

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Alcune scolte del Fuoco Edelweiss – VI 1°

Il 1986 vide la nascita del Branco “Seeonee” e del Riparto Guide “Atlantide” mentre i Capi venivano formati in gruppo, oppure, (vedi Branco) erano un dono della Provvidenza; infatti, vi furono diversi Capi/Capo che per lavoro si fermarono a Vicenza per un anno e diedero la spinta giusta per partire.
L’Ultimo nato, nel 1987, fu il Cerchio “Acquamarina”: il gruppo era completato. Operava su una parrocchia di circa duemila anime e, nella sua storia, è rimasto sempre piccolino (70- 90 soci) riuscendo a servire in maniera soddisfacente la domanda di uno Scoutismo diverso da quello proposto da AGESCI e CNGEI, associazioni ben presenti sul territorio.

Bisognava ampliare questa piccola, numericamente insignificante presenza scout e col decennale vi fu la nascita del VI 2° “S.Agostino”.
Non vi era mai stata alcuna forma di scoutismo in quella parrocchia, suddivisa tra Vicenza, Altavilla Vicentina ed Arcugnano. Era (ed è tuttora) parrocchia perché vi è una badia altomedievale, come a S.Giorgio, una “chiesa da matrimoni”. Nel frattempo, però, in Comune di Arcugnano stava sorgendo una zona residenziale, dormitorio per chi lavorava nei paraggi: come si poteva interagire con tutti questi nuovi arrivati? Il gruppo scout avrebbe fatto la sua parte e e sarebbe divenuto una parte di tutto rilievo.
L’Abate di allora le cose le voleva fatte per benino; così, nel febbraio ’93, si partì con tutte e sei le unità del Metodo! I Capi provenivano quasi tutti dal VI 1° ed ecco allora che, sul giallo con un bordo rosso, si sovrapposero i colori del VI 1°. L’altro bordo era verde mentre il bianco andava a tagliare il fazzolettone, richiamando sulla schiena il Tricolore.

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Il Riparto “Duca degli Abruzzi” al San Giorgio 2007
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Guide del Riparto Altair – Vicenza 2
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Una squadriglia del Riparto Conte di Carpegna – VI 2

Gli anni Novanta videro una nostra presenza modesta ma vitale: complessivamente i due gruppi contavano tra i 150 – 180 soci.

Il 1998 vide giungere il riconoscimento della nostra associazione da parte della CEI.

La nascita del VI 3

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Istante di uno dei primi campi con esploratori del VI 3, insieme al riparto San Giorgio VI 1

Nel settembre 2003 ha iniziato ad operare il Riparto Esploratori a Maddalene, creando tradizioni del tutto originali e mantenendo quelle del Riparto VI 1°.
Anche questa nuova realtà ha cominciato ad operare in una parrocchia piccola (poco più di 2200 anime) all’estremo nord-ovest di Vicenza, in cui non c’era mai stata alcuna presenza scout.

Nella primavera-estate 2007, dopo vari accadimenti, alcuni capi del VI 1° e del VI 2° decisero di voler fondere i due gruppi riconosciuti. Questo ha determinato, con il 2008, la nascita di un nuovo gruppo, il VI 12, e la soppressione dei due gruppi esistenti. Coloro, Capo/Capi, ragazzi/e che non si sono riconosciuti in questo gruppo, vuoi per la filosofia alla base della scelta, vuoi per le modalità, hanno chiesto ed hanno ottenuto accoglienza nel VI 3° che così, nello stesso 2008, si presentava completo di tutte e sei le unità del Metodo, nascendo dapprima il Fuoco “Nostra Signora del Cammino”, poi il Riparto Guide Altair (proveniente quasi interamente dal disciolto VI 2°), il Clan “Monfalconi” ed il Cerchio “Rosa dei Venti”.

Lo sviluppo

Dal 2008 si vide uno sviluppo del gruppo in tutte le sue unità: pur facendo parte di una comunità non molto grande, seppe trovare i propri spazi. A capo del Branco Fiore Rosso, fin dall’inizio delle attività scout a Maddalene, c’era Ivano Bortolan; per il Riparto Duca degli Abruzzi, Roberto Smaniotto Brinc; per il Clan, Fabrizio Smaniotto mentre nel settore femminile prestavano servizio Mira Boschi, a capo del Riparto Guide, e Paola Chimento a capo del Fuoco.

Se il Branco vide un numero costante di ragazzi negli anni (lo stesso dicasi per il Cerchio), i due riparti videro una certa crescita di presenze, con la formazione in entrambi di una terza squadriglia.

Il Riparto maschile era così formato, nel 2008, dalle originarie squadriglie Orsi e Gheppi a cui si aggiungeva la squadriglia Volpi. Il riparto femminile era formato da Leoni, Leopardi e Linci. Il Clan si formò a poco a poco con i ragazzi cresciuti nel riparto, mentre il fuoco si sviluppò principalmente grazie all’entrata di nuove ragazze.

Le varie attività estive si svolsero in diverse località del Veneto e del Trentino. Da ricordare sicuramente l’esperienza di gemellaggio con i Riparti maschili dei gruppi Padova 4 (2007), Albino 1, durante il campo estivo 2009 a Vermiglio (TN), e i diversi campi mobili/routes compiuti dalle branche maggiori. In particolare, il nome del Clan trae origine da uno dei luoghi raggiunti nel primo campo mobile (2008): il gruppo montuoso dei Monfalconi.

In questi anni si videro dei buoni piazzamenti delle squadriglie maschili ai San Giorgio di distretto (anno 2008 in particolare, Orsi e Volpi primi e terzi classificati), mentre il clan fu impegnato nel Challenge Triveneto di Trieste.

Gli anni passavano e giunse l’ora del passaggio delle consegne. Nell’anno 2011 la guida del Riparto maschile fu assunta da Roberto Giuliari, mentre Aurora Smaniotto prese il posto di Mira, che divenne poi capogruppo. Anche nel Branco e nel Cerchio di coccinelle cambiarono i capi: Ivano Bortolan lasciò il posto a Mauro Scalco, mentre Lara Canale assunse la guida del Cerchio.

Il buon andamento del gruppo ha fece sì che in questo periodo venissero a formarsi molti nuovi Rover e Scolte, disponibili al servizio nelle diverse branche del gruppo. Fu per questo che si cominciò a pensare ad una possibile apertura di un nuovo nucleo scout in qualche altra parrocchia della città o dell’Hinterland.

Si fece un primo tentativo presso la parrocchia di Santa Maria Assunta di Casale, facendo alcune attività iniziali; la cosa però non ebbe seguito.

Maggior “fortuna” ebbe, se non altro all’inizio, l’iniziativa nella parrocchia di Tavernelle (tra Altavilla, Sovizzo e Creazzo).

Periodo 2011-2013

Dopo un incontro avuto con il nuovo parroco di Tavernelle, la capogruppo propose di provare ad aprire alcune nuove unità nella parrocchia stessa. E’ così che, dopo aver fatto un’attività di prova a maggio 2011 (con ottimi riscontri), nell’ottobre dello stesso anno ebbero inizio le attività del cerchio Kalika (con a capo Chiara Moscon), del Branco Albero del Dhak e del Riparto Esploratori ( con a capo Roberto Smaniotto). I primi due avevano dei numeri discreti se non buoni (sedici coccinelle e una decina di lupetti); il riparto maschile era formato da una squadriglia libera di ragazzi provenienti dalle zone limitrofe.

Le prospettive di crescita c’erano fin da subito, ma alla fine dell’anno il parroco decise che il gruppo doveva sciogliersi. Alla fine dell’anno, le attività estive si svolsero normalmente (VdB a Fongara, Campo Estivo presso Lorenzago) ed alla ripresa delle attività si venne ospitati in alcune sedi “di fortuna”, generosamente concesse da genitori o da associazioni da essi conosciute, nella speranza che qualche parrocchia limitrofa potesse “adottare” il gruppo.

Branco e Riparto si ritrovavano in delle stanze sopra ad una concessionaria (di cui alcuni genitori erano proprietari), utilizzando parchi pubblici e parcheggi della zona industriale per giocare e fare le proprie attività settimanali, nella consapevolezza che dovesse essere una sistemazione provvisoria. Il cerchio aveva ottenuto una stanza all’interno di uno stabile di proprietà di una cooperativa sociale (con annessa una piccola area verde). Nel riparto maschile si venne a formare una seconda squadriglia, i Lupi, con la salita al riparto di un buon numero di lupetti e l’arrivo di alcuni nuovi ragazzi. Alla fine del secondo anno le attività estive si svolsero insieme alle unità di Maddalene, nei pressi di Valli del Pasubio per i lupetti, a Conco per gli Esploratori.

Circa la vicenda riguardante il gruppo di Tavernelle, non spendiamo troppe parole. Di sicuro, con la fine dell’anno scout e la fine dell’attività del Branco e del Riparto, l’intero gruppo Vicenza 3 uscì piuttosto scosso dall’esperienza. I tentativi di trovare una parrocchia per accogliere le attività del gruppo, portarono a diverse conseguenze.

Se il parroco della vicina Altavilla volle aprirsi ad un eventuale accoglienza, a Maddalene ci fu un sommovimento degli equilibri precedenti.

L’anno seguente molti capi furono costretti a lasciare, mentre il resto dovette rimboccarsi le maniche. Si giunse infine all’anno del Decennale (2013/2014).

Dal Decennale ad oggi

La  strada in questi 2/3 anni di attività dal Decennale non è stata semplice. Il gruppo si è ritrovato con molti capi giovani e in una realtà, quale quella di Maddalene, complessa perché ricca di attività per i ragazzi.

Si sono ripresi i contatti e le attività con l’altro gruppo FSE cittadino, il Vicenza 12.

Dopo la chiusura di due unità di Tavernelle, alcuni ragazzi e ragazze hanno proseguito le attività a Maddalene andando a riportare il riparto Esploratori al numero di 3 squadriglie (dopo la chiusura dei Gheppi): Orsi, Volpi e Aquile, quest’ultima proveniente da Tavernelle.

Il Branco Fiore Rosso, durante l’annata 2013/2014, vede un forte aumento degli iscritti, arrivati alla cifra “stellare” (per Maddalene) di 21 ragazzi, con l’apertura di due nuove sestiglie (i rossi e i grigi) ed il raggiungimento di un grande risultato: la vincita della Caccia di Primavera, per ben due anni consecutivi. Le vacanze di Branco si sono svolte prima a Durlo di Crespadoro (2014) e, poi, a Bosco di Tretto (2015).

Il Riparto maschile ha visto la chiusura della squadriglia Volpi e la formazione di due squadriglie numerose di 7/8 ragazzi ciascuna. E’ ricominciata la collaborazione attiva e positiva con l’altro gruppo vicentino, il Vicenza 12, con alcune uscite ed attività congiunte (campo pasquale a Roccolo di Pranovi – 2014). Il campo estivo si è svolto a Valli del Pasubio (2014), prima, e a Malga Mezzomiglio nei pressi del Lago di Santa Croce (2015).

Il Riparto femminile viene affidato ad Alessia Furlan, mentre il Clan ed il Fuoco vedono un cambio di capi, con Matteo Speggiorin Capo Clan e Camilla Bedin Capo Fuoco. Le altre unità rimangono affidate ai capi precedenti.

Il cerchio di coccinelle ancora presente a Sovizzo, viene accolto a gennaio 2014 nella parrocchia di Altavilla dove continuerà le proprie attività fino all’estate dello stesso anno.

Dall’inizio dell’anno 2014/2015, i due gruppi vicentini avviano l’esperienza di interclan.

To be continued…

 

 

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