16 giugno 2010

Un maestro viaggiava con un discepolo incaricato di occuparsi del cammello.
Una sera, arrivati a una locanda, il discepolo era talmente stanco che non legò l’animale.
«Mio Dio – pregò coricandosi -, prenditi cura del cammello: te lo affido».
Il mattino dopo il cammello era sparito.
«Dov’è il cammello?», chiese il maestro.
«Non lo so», rispose il discepolo. «Devi chiederlo a Dio! Ieri sera ero così sfinito che gli ho affidato il nostro cammello. Non è certo colpa mia se è scappato o è stato rubato. Ho esplicitamente domandato a Dio di sorvegliarlo. E’ Lui il responsabile. Tu mi esorti sempre ad avere la massima fiducia in Dio, no?».
«Abbi la più grande fiducia in Dio, ma prima lega il tuo cammello», rispose il maestro. «Perché Dio non ha altre mani che le tue».
Prima impegnati, come se tutto dipendesse soltanto da te; poi affida tutto a Dio, come se tutto dipendesse soltanto da Lui. La fede in Dio non giustifica il tuo disimpegno.
tratto da “3 minuti con Dio” P. Piero
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Pubblicato da Falco Impetuoso
28 maggio 2010
uno spunto dal sito di Zio Zeb

CREDO nell’uomo dai calzoncini corti,
dalle ginocchia nude, sempre pronto,
senza calcolo, a piegarsi in pura perdita
per adorare L’unico Signore e Padre
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Pubblicato da Falco Impetuoso
17 ottobre 2009
Strani figli di un Dio minore
Greci e Romani erano devoti innanzitutto ai divini abitanti dell’Olimpo. Ma, sopratutto nella città di Romolo, si diffuse una religione minore, fatta di piccole grandi divinità. E così, dopo la nascita di un bambino, si invocava Edusa perché mangiasse o Vagitano affinché piangesse.
Giove, Giunone, Minerva :sappiamo tutto di loro. Per i libri di testo della scuola di un tempo sembrava quasi che la religione dell’antichità si esaurisse nelle divinità dell’Olimpo, lontane dagli uomini perché personaggi divini e allo stesso tempo vicine agli uomini perché inesorabilmente umane. Dei sì, ma con passioni.
Proverbiali erano i loro pranzi e le loro cene, con Ganimede impegnato a riempire le coppe di vino addolcito. Epiche le loro litigate causate il più delle volte da invidie, gelosie, dispetti. Movimentate le loro vite sentimentali,legate a storie intrecciate, forti passioni, tradimenti. E su tutti si distingueva proprio Giove, primo far gli dei non solo per importanza, ma anche per capricci, litigi, discordie e amori facili. Giove iracondo che non risparmiava saette e fulmini ai nemici. Giove al centro delle attenzioni e delle passioni degli altri dei e così sensibile al fascino femminile al punto da invaghirsi continuamente delle sue colleghe divine: ma senza dimenticare di fare incursioni nel mondo degli uomini- o meglio, delle donne-, lasciando dappertutto le sue tracce. Quasi ogni paese, quasi ogni villaggio del mondo antico vantava un figlio di Giove fra i suoi abitanti. Un dio evidentemente iperattivo nella fantasia dei suoi fedeli. Ma, altrettanto evidentemente, un dio comodo per le donne greche e per le donne romane, utilizzabile in ogni momento come giustificazione per gravidanze fuori ordinanza. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da albatro
7 agosto 2009
Dal mensile “Fuochi di Francia” del 25 febbraio 1954, rivista dedicata a capo e a scolte francesi.
Gli altri
“Nessuno aveva bisogno di loro,
nessuno s’ apprestava a chiamarli.
E’ una meraviglia questo telefono
che vi sveglia e vi fa alzare a mezzanotte..
Accori!Ho bisogno di te!”
Saint- Exupéry
Questa frase di Saint Exupéry fa sentire l’immensa tristezza che c’è a non avere bisogno gli uni degli altri.
Una vita umana può esserci senza questo sostegno fraterno, quest’aiuto e questa solidarietà?
Non si possono ignorare gli altri . Se desidero circolare in bici nella città, devo osservare il codice stradale: fare segno se giro, lasciare passare le macchine che vengono dalla destra, permettere ai pedoni di attraversare la strada. Non posso circolare senza preoccuparmi degli altri. Tale macchina che mi si avvicina deve ovviamente tenere in considerazione i miei riflessi, la mia velocità, la mia presenza. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da albatro